4 cose che possono rendere il travaglio più doloroso, e come evitarle.

Che cosa rende il parto così doloroso?

La percezione del dolore del parto è molto soggettiva. E’ diversa da donna a donna e soprattutto influenzabile da molti fattori come lo stato emotivo della mamma, la possibilità di movimento, il supporto offerto e l’ambiente che la circonda.

Ci sono però alcune cose che possono aumentare la percezione del dolore in travaglio: conoscerle ti permetterà di evitarle.

Nell’ultimo secolo, l’esperienza del parto in Paesi come il nostro, è cambiata moltissimo. Nonostante siano stati fatti passi da giganti per garantire una maggiore sicurezza per mamma e bimbo, si sono instaurate anche alcune pratiche che, spesso non si rivelano efficaci per favorire un’esperienza positiva.

Esistono infatti alcune abitudini che possono ostacolare il travaglio rendendolo più lungo e più doloroso: conoscerle può esserti utile per evitarle!

Paura e agitazione costanti in gravidanza e al parto. Il nostro stato emotivo è strettamente collegato al nostro stato ormonale. Questa connessione durante il parto, è di fondamentale importanza, perchè sono proprio gli ormoni che hai in circolo che possono ostacolare o facilitare il tuo travaglio (aumentando o diminuendo anche la percezione del dolore!). Informarti in modo consapevole e approfondito sulle preziose risorse del tuo corpo e su che cose può esserti davvero utile per favorire un buon travaglio, è il primo passo per scardinare la paura. Questo ti concede la possibilità di interrompere quel circolo vizioso di aspettative negative -> paura -> più dolore -> più paura -> più dolore, che spesso ci fa sentire impotenti.

Non riposare riposare tra una contrazione e l’altra. La contrazione dura circa 1 minuto. In un travaglio fisiologico, tra una contrazione e l’altra, abbiamo a disposizione una pausa. Questa pausa è proprio lì per permetterci di riposare e di recuperare energie! Spesso però, le continue interferenze da parte del personale che ci assiste o uno stato di agitazione e paura costanti, ci impediscono di sfruttarla al meglio (o addirittura di non percepirla!), perdendoci così quel tempo prezioso di silenzio e assenza di dolore. Questo non ci permette di recuperare abbastanza energie in vista della contrazione successiva, rendendo il travaglio sempre più faticoso.

La mancanza di movimento. Uno stile di vita sedentario in gravidanza può ostacolare, tra le altre cose, il corretto posizionamento del nostro bimbo. In travaglio invece, la mancanza di movimento, può rendere più difficile la gestione delle sensazioni intense e l’incanalamento della nostra bimba. Praticare quotidianamente (ascoltando i propri bisogni) già in gravidanza del movimento, e soprattutto avere la possibilità di muoversi in travaglio, può rivelarsi invece molto utile per supportare, facilitare e favorire il lavoro del nostro corpo al parto.

La posizione litotomica, ovvero la posizione ginecologica. Nonostante sia la posizione più utilizzata in travaglio nell’ultimo secolo, purtroppo si tratta di una delle posizioni meno favorevoli per mamma e bimba. Questa posizione infatti non sfrutta la forza di gravità e diminuisce lo spazio all’interno del nostro bacino, ostacolando, e spesso rendendo più doloroso, il travaglio e il passaggio del nostro bimbo.