Se sei in gravidanza e desideri vivere il tuo parto in modo naturale, ma ti chiedi se sia possibile riuscire a gestire le sensazioni intense delle contrazionionde senza l’utilizzo di farmaci analgesici, beh ti assicuro che è possibile!
Qui sotto ti suggerisco ben 5 strumenti che ti potranno essere davvero utili in travaglio.
MOVIMENTO: muoverti ti permette di ammorbidirti, di fluire con la contrazioneonda, e soprattutto di trovare la posizione più comoda per riposare e recuperare energie durante le pause. Muovendoti inoltre, muovi il tuo bacino, e questo permette al tuo bimbo o bimba, di incanalarsi più facilmente. Muoversi in modo agitato, mentre sei in preda alla paura e al dolore durante il travaglio però, non è di aiuto. Il tipo di movimento che invece è molto efficace, è quello che nasce dall’ascolto delle tue sensazioni e di come ti senti in una determinata posizione.
Consiglio:In gravidanza concediti qualche minuto ogni giorno per sperimentare del movimento libero (se ti fa piacere, accompagnato dalla musica!) e metterti in ascolto delle sensazioni che ti manda il tuo corpo quando sei in una posizione piuttosto che un’altra. Ti sarà utilissimo per quando sarai in travaglio!
RESPIRAZIONE: non hai necessariamente bisogno di imparare sofisticate tecniche di respirazione per il travaglio. La primissima (e importantissima!) cosa da ricordare è di… respirare! Può sembrare banale, ma non lo è, perché quando sperimentiamo delle sensazioni intense, tendiamo a bloccare il nostro respiro. Quello che invece diventa davvero utile in travaglio, è accompagnare quella sensazione intensa della contrazione onda con una respirazione lunga e profonda. Questo tipo di respirazione infatti, ti sarà di grande aiuto nel riportarti alla calma, apporterà più ossigeno ai tuoi muscoli che potranno rilassarsi e ammorbidirsi e, cosa ancora più utile, apporterà molto ossigeno anche al tuo utero. In questo modo potrà lavorare meglio (e probabilmente anche con meno dolore!) per far nascere il tuo bimbo o bimba.
Consiglio: per riuscire a mettere in pratica una respirazione lunga e profonda in travaglio, è utile fare molta pratica in gravidanza. Anche in questo caso, concediti qualche minuto ogni giorno per rendere sempre più lunga e lenta la tua respirazione. Questo è un’ottimo esercizio per favorire il rilassamento, tuo e della tua bimba. Prova e fammi sapere!
VOCE: utilizzare la tua voce in modo efficace durante il travaglio, ti permette di liberare oppure incanalare le sensazioni intense. Ma che cosa significa utilizzare la voce in modo efficace? Non significa urlare verso l’alto, in modo acuto, come siamo abituate a vedere nei film! E’ invece molto più utile dirigere il tuo respiro e la tua voce verso il basso, magari emettendo vocalizzi bassi e gravi. E’ importante inoltre, mantenere bocca e mandibola morbide e rilassate. Bocca e pavimento pelvico infatti, sono due zone del nostro corpo strettamente collegate. Vocalizzare mantenendo la tua bocca rilassata quindi, ti permette anche di ammorbidire il tuo pavimento pelvico, aumentando la possibilità di un passaggio più dolce per il tuo bimbo e riducendo il rischio di lacerazioni per te.
ACQUA: utilizzare l’acqua durante il travaglio ti permette di avere davvero moltissimi benefici (su questo farò un post specifico). Quello che ti può essere utile sapere ora è che, immergerti in acqua, favorisce un maggior rilassamento, ammorbidisce i tuoi muscoli e crea uno spazio più intimo attorno a te. Tutto questo facilita la produzione di ormoni buoni che facilitano il processo del tuo travaglio.
TOCCO: che cosa si intende per tocco? Possono essere carezze, massaggi oppure pressioni eseguite direttamente sul tuo corpo dal tuo compagno o da chi ti assiste. Anche questo strumento, se gradito, può essere davvero efficace nel favorire un maggiore rilassamento e una sensazione di benessere, permettendoti quindi di attraversare meglio le sensazioni intense.
Questi sono cinque metodi naturali che ti possono essere di aiuto per gestire al meglio le sensazioni intense del travaglio, ma in realtà ce ne sono davvero tanti!
La cosa fondamentale è scoprire quelli che fanno per te, quindi quelli che ti portano maggiore benessere e che ti rilassano di più. Perché solo in questo modo riuscirei davvero a produrre gli ormoni buoni che facilitano e supportano il processo naturale del tuo travaglio.
Vuoi scoprire le tue preziose risorse e metodi dolci per attraversare in modo naturale le sensazioni intense del travaglio senza esserne travolta?
Qui trovi il percorso di accompagnamento alla nascita in partenza!
Sarò felice di accompagnarti in questo viaggio per darti la possibilità di sentirti capace e forte durante il tuo parto.
“Come si riconoscono le contrazioni da travaglio?”
“E le contrazioni preparatorie?”
Se sei in attesa del tuo primo bimbo o bimba, ti sarà capitato di farti queste domande pensando al tuo parto.
Vediamo allora insieme come riconoscere le contrazioni onde nelle diverse fasi del travaglio.
Esistono due caratteristiche che puoi notare, per capire se si tratta di contrazioni preparatorie o se stai entrando nella fase del travaglio attivo.
Si tratta del RITMO e dell’ INTENSITA’
Già in gravidanza infatti, puoi percepire a volte la pancia che si indurisce oppure una sensazione tipo crampo mestruale. Si tratta di contrazioni sporadiche che vanno e vengono senza un andamento preciso. Si tratta delle contrazioni di Braxton Hicks. Ovvero contrazioni preparatorie: il tuo utero si prepara “testando” i movimenti che farà poi durante il travaglio.
Le contrazioni di Braxton Hicks non sono regolari né nel ritmo, né nell’intesità.
Quando si avvicina il momento del travaglio invece, potresti iniziare a sentire delle contrazioni onde in modo più frequente, e per periodi più lunghi durante il giorno o la notte. Potresti sentirle infatti per un’ora o due durante il giorno, o magari sentirle una notte intera e poi al mattino non percepire più alcuna sensazione. Nonostante questo questo tipo di onde possa presentarsi in modo più frequente, ha però proprio la caratteristica di non essere ancora regolare sia nell’intensità che nel ritmo. Si tratta dei prodromi.
I prodromi sono una fase preziosissima che prepara la tua mente e il tuo corpo al parto!
Nel momento in cui invece ti accorgi che le contrazioni onde diventano regolari sia nel ritmo, che nell’intensità, allora significa che effettivamente stai entrando il travaglio. Nella prima fase del travaglio, puoi percepire una contrazione di un minuto, ogni quattro minuti di pausa circa. Quando avrai questa regolarità nel ritmo, con onde sempre della stessa intensità, allora il travaglio si sta davvero avviando.
Le sensazioni che invece puoi provare durante la contrazione, sono molto soggettive. Ogni donna le descrive in modo diverso e non c’è una definizione è uguale per tutte. Il parto infatti è un’esperienza unica per ogni donna e bimbo o bimba.
Ciò che può esserti davvero utile sapere, è che il dolore del parto è un dolore influenzato da moltissimi fattori: le tue aspettative, la possibilità di movimento e la posizione che mantieni durante il travaglio, l’ambiente e le persone che ti circondano o la tua respirazione. Questo ci fa capire che quel dolore, che ci spesso ci aspettiamo di provare, può essere nella realtà molto diverso da ciò che pensiamo o che ci è stato raccontato.
E soprattutto che non devi necessariamente subirlo, ma hai tantissimi strumenti per accoglierlo e viverlo al meglio. Senza esserne travolta.
Vorresti prepararti a vivere il tuo parto con fiducia e consapevolezza, acquisendo strumenti pratici per sapere come attraversare le sensazioni intense senza esserne travolta?
Qui trovi il percorso di accompagnamento alla nascita in partenza!
Sarò felice di accompagnarti in questo viaggio verso la nascita del tuo bimbo o bimba.
La percezione del dolore del parto è molto soggettiva. E’ diversa da donna a donna e soprattutto influenzabile da molti fattori come lo stato emotivo della mamma, la possibilità di movimento, il supporto offerto e l’ambiente che la circonda.
Ci sono però alcune cose che possono aumentare la percezione del dolore in travaglio: conoscerle ti permetterà di evitarle.
Vieni, parliamone insieme!
Nell’ultimo secolo, l’esperienza del parto in Paesi come il nostro, è cambiata moltissimo. Nonostante siano stati fatti passi da giganti per garantire una maggiore sicurezza per mamma e bimbo, si sono instaurate anche alcune pratiche che, spesso non si rivelano efficaci per favorire un’esperienza positiva.
Esistono infatti alcune abitudini che possono ostacolare il travaglio rendendolo più lungo e più doloroso: conoscerle può esserti utile per evitarle!
Paura e agitazione costanti in gravidanza e al parto. Il nostro stato emotivo è strettamente collegato al nostro stato ormonale. Questa connessione durante il parto, è di fondamentale importanza, perchè sono proprio gli ormoni che hai in circolo che possono ostacolare o facilitare il tuo travaglio (aumentando o diminuendo anche la percezione del dolore!). Informarti in modo consapevole e approfondito sulle preziose risorse del tuo corpo e su che cose può esserti davvero utile per favorire un buon travaglio, è il primo passo per scardinare la paura. Questo ti concede la possibilità di interrompere quel circolo vizioso di aspettative negative -> paura -> più dolore -> più paura -> più dolore, che spesso ci fa sentire impotenti.
Non riposare riposare tra una contrazione e l’altra. La contrazione dura circa 1 minuto. In un travaglio fisiologico, tra una contrazione e l’altra, abbiamo a disposizione una pausa. Questa pausa è proprio lì per permetterci di riposare e di recuperare energie! Spesso però, le continue interferenze da parte del personale che ci assiste o uno stato di agitazione e paura costanti, ci impediscono di sfruttarla al meglio (o addirittura di non percepirla!), perdendoci così quel tempo prezioso di silenzio e assenza di dolore. Questo non ci permette di recuperare abbastanza energie in vista della contrazione successiva, rendendo il travaglio sempre più faticoso.
In travaglio, ricordati di riposare!
La mancanza di movimento. Uno stile di vita sedentario in gravidanza può ostacolare, tra le altre cose, il corretto posizionamento del nostro bimbo. In travaglio invece, la mancanza di movimento, può rendere più difficile la gestione delle sensazioni intense e l’incanalamento della nostra bimba. Praticare quotidianamente (ascoltando i propri bisogni) già in gravidanza del movimento, e soprattutto avere la possibilità di muoversi in travaglio, può rivelarsi invece molto utile per supportare, facilitare e favorire il lavoro del nostro corpo al parto.
La posizione litotomica, ovvero la posizione ginecologica. Nonostante sia la posizione più utilizzata in travaglio nell’ultimo secolo, purtroppo si tratta di una delle posizioni meno favorevoli per mamma e bimba. Questa posizione infatti non sfrutta la forza di gravità e diminuisce lo spazio all’interno del nostro bacino, ostacolando, e spesso rendendo più doloroso, il travaglio e il passaggio del nostro bimbo.
Dalle Linee Guida OMS: “Si raccomanda di incoraggiare l’adozione di una posizione di nascita a scelta della singola donna”
Guardare più da vicino le abitudini che abbiamo, ci permette di prendere consapevolezza su ciò che facciamo.
Fare questo in gravidanza e al parto, ci da la possibilità di mettere in atto dei preziosi cambiamenti che ci possono portare verso un’esperienza più positiva.
Vuoi prepararti a vivere il tuo parto con fiducia e consapevolezza, acquisendo strumenti pratici per attraversare le sensazioni intense del travaglio senza esserne travolta?
Qui trovi il percorso di accompagnamento alla nascita che potremo fare insieme.
Sarò felice di accompagnarti in questo viaggio per darti la possibilità di sentirti capace e forte durante il tuo parto.
Sei in gravidanza, hai paura del parto e vorresti sapere come superarla per vivere questo momento con più serenità?
Vieni, accomodati, parliamone insieme.
Succede molto spesso di pensare al momento del parto e di sentirsi in ansia, o addirittura impaurite, rispetto a come potrà essere la propria esperienza.
“Ce la farò a sopportare il dolore?”
“E se succedesse qualcosa?”
“Solo pensare all’ospedale mi mette agitazione, non voglio neanche pensare a come potrà essere durante il travaglio!”
Sono tutte domande o pensieri che è normale avere, soprattutto se si tratta del tuo primo bimbo o bimba. Per superare la paura del parto, la prima domanda che però può davvero rivelarsi utile porti, è un’altra. E’ una domanda che ti permette di guardare un pò più da vicino quella paura e, forse, iniziare a rimpicciolirla.
Quando accompagno le donne o le coppie che si sentono molto in ansia infatti, quello che solitamente invito a fare è di chiedersi:
“Che cosa mi spaventa, di preciso, quando penso al parto?”
Forse il dolore? O forse le lacerazioni? O magari gli interventi medici?
Potrebbe essere qualsiasi cosa, non esiste una risposta giusta o sbagliata. Esiste solo la tua risposta. Ma iniziare a porti questa domanda è fondamentale per prendere consapevolezza rispetto alle tue emozioni e alle tue necessità.
Spesso ciò che ci porta ad avere paura del parto è proprio l’idea che, nel tempo, ci siamo fatti rispetto a questa esperienza. Ovvero un’esperienza che, nella maggior parte dei casi, immaginiamo essere carica di agitazione, paura, fretta e interventi medici. Siamo infatti cresciute conoscendo il parto attraverso la TV, e le scene che molto spesso abbiamo visto, sono basate su una condizione di emergenza (anche quando non necessario).
Tutto questo immaginario rispetto all’esperienza del parto, non ha fatto altro che alimentare la paura, aumentando anche in modo spropositato la percezione del dolore: se sono in uno stato di forte agitazione, anche il mio corpo si irrigidirà e si chiuderà, contrastando il lavoro del corpo che invece sta tentando di aprirsi per far nascere il nostro bimbo o bimba.
Ma quello che ti può essere utile sapere è che,
il parto non deve essere necessariamente quello che hai sempre visto e sentito, anzi, sarebbe davvero utile non lo fosse!
E’ fondamentale infatti sapere che il tuo stato emotivo, produce all’interno del tuo corpo, determinati ormoni. La paura e l’agitazione costanti, producono principalmente un ormone: l’adrenalina. In travaglio, una produzione costante di adrenalina, è un vero e proprio freno al travaglio stesso (il parto che abbiamo imparato a conoscere attraverso la tv è altamente adrenalinico, il che aumenta anche le probabilità che sia altamente doloroso).
L’ormone invece che stimola il parto e che permette all’utero di lavorare in modo efficace (e quindi probabilmente anche con meno dolore), è l’ossitocina. L’ossitocina (chiamato l’ormone dell’amore), è l’ormone che produciamo quando siamo profondamente rilassate e quando ci sentiamo totalmente al sicuro e protette. Ad esempio, durante un rapporto intimo, gradito e sentito, produciamo molto ossitocina!
Se ci pensi è una cosa bellissima che il nostro corpo ci chieda di sentirci davvero calme e profondamente al sicuro, protette e fiduciose, per poter far nascere il nostro bimbo bimba.
So che però può sembrare molto strano, cioè: come è possibile partorire restando calme? E’ esattamente il contrario di quello che abbiamo sempre visto!
Beh, è possibile, e abbiamo davvero molti strumenti a disposizione per poterlo fare. Di questo ne parleremo nei prossimi post.
Intanto, spero che questa prima, nuova consapevolezza, rispetto al bisogno di ossitocina, e quindi di calma, sicurezza e protezione durante il travaglio, possa aiutarti ad iniziare a rimpicciolire un pochino la tua paura.
Vuoi concederti la possibilità di preparare mente e corpo a vivere il parto senza paura, ma sentendoti fiduciosa e parte attiva della tua esperienza?
Qui trovi il percorso di accompagnamento alla nascita che potremo fare insieme.