Contrazioni: come riconoscerle per capire se sei in travaglio

Se sei in attesa del tuo primo bimbo o bimba, ti sarà capitato di farti queste domande pensando al tuo parto.

Vediamo allora insieme come riconoscere le contrazioni onde nelle diverse fasi del travaglio.

Esistono due caratteristiche che puoi notare, per capire se si tratta di contrazioni preparatorie o se stai entrando nella fase del travaglio attivo.

Già in gravidanza infatti, puoi percepire a volte la pancia che si indurisce oppure una sensazione tipo crampo mestruale. Si tratta di contrazioni sporadiche che vanno e vengono senza un andamento preciso. Si tratta delle contrazioni di Braxton Hicks. Ovvero contrazioni preparatorie: il tuo utero si prepara “testando” i movimenti che farà poi durante il travaglio.

Le contrazioni di Braxton Hicks non sono regolari né nel ritmo, né nell’intesità.

Quando si avvicina il momento del travaglio invece, potresti iniziare a sentire delle contrazioni onde in modo più frequente, e per periodi più lunghi durante il giorno o la notte. Potresti sentirle infatti per un’ora o due durante il giorno, o magari sentirle una notte intera e poi al mattino non percepire più alcuna sensazione. Nonostante questo questo tipo di onde possa presentarsi in modo più frequente, ha però proprio la caratteristica di non essere ancora regolare sia nell’intensità che nel ritmo. Si tratta dei prodromi.

Nel momento in cui invece ti accorgi che le contrazioni onde diventano regolari sia nel ritmo, che nell’intensità, allora significa che effettivamente stai entrando il travaglio. Nella prima fase del travaglio, puoi percepire una contrazione di un minuto, ogni quattro minuti di pausa circa. Quando avrai questa regolarità nel ritmo, con onde sempre della stessa intensità, allora il travaglio si sta davvero avviando.

Le sensazioni che invece puoi provare durante la contrazione, sono molto soggettive. Ogni donna le descrive in modo diverso e non c’è una definizione è uguale per tutte. Il parto infatti è un’esperienza unica per ogni donna e bimbo o bimba.

Ciò che può esserti davvero utile sapere, è che il dolore del parto è un dolore influenzato da moltissimi fattori: le tue aspettative, la possibilità di movimento e la posizione che mantieni durante il travaglio, l’ambiente e le persone che ti circondano o la tua respirazione. Questo ci fa capire che quel dolore, che ci spesso ci aspettiamo di provare, può essere nella realtà molto diverso da ciò che pensiamo o che ci è stato raccontato.

Paura del parto: superarla per vivere un’esperienza positiva

Sei in gravidanza, hai paura del parto e vorresti sapere come superarla per vivere questo momento con più serenità?

Succede molto spesso di pensare al momento del parto e di sentirsi in ansia, o addirittura impaurite, rispetto a come potrà essere la propria esperienza.

“Ce la farò a sopportare il dolore?”

“E se succedesse qualcosa?”

“Solo pensare all’ospedale mi mette agitazione, non voglio neanche pensare a come potrà essere durante il travaglio!”

Sono tutte domande o pensieri che è normale avere, soprattutto se si tratta del tuo primo bimbo o bimba. Per superare la paura del parto, la prima domanda che però può davvero rivelarsi utile porti, è un’altra. E’ una domanda che ti permette di guardare un pò più da vicino quella paura e, forse, iniziare a rimpicciolirla.

Quando accompagno le donne o le coppie che si sentono molto in ansia infatti, quello che solitamente invito a fare è di chiedersi:

Potrebbe essere qualsiasi cosa, non esiste una risposta giusta o sbagliata. Esiste solo la tua risposta. Ma iniziare a porti questa domanda è fondamentale per prendere consapevolezza rispetto alle tue emozioni e alle tue necessità.

Spesso ciò che ci porta ad avere paura del parto è proprio l’idea che, nel tempo, ci siamo fatti rispetto a questa esperienza. Ovvero un’esperienza che, nella maggior parte dei casi, immaginiamo essere carica di agitazione, paura, fretta e interventi medici. Siamo infatti cresciute conoscendo il parto attraverso la TV, e le scene che molto spesso abbiamo visto, sono basate su una condizione di emergenza (anche quando non necessario).

Tutto questo immaginario rispetto all’esperienza del parto, non ha fatto altro che alimentare la paura, aumentando anche in modo spropositato la percezione del dolore: se sono in uno stato di forte agitazione, anche il mio corpo si irrigidirà e si chiuderà, contrastando il lavoro del corpo che invece sta tentando di aprirsi per far nascere il nostro bimbo o bimba.

Ma quello che ti può essere utile sapere è che,

E’ fondamentale infatti sapere che il tuo stato emotivo, produce all’interno del tuo corpo, determinati ormoni. La paura e l’agitazione costanti, producono principalmente un ormone: l’adrenalina. In travaglio, una produzione costante di adrenalina, è un vero e proprio freno al travaglio stesso (il parto che abbiamo imparato a conoscere attraverso la tv è altamente adrenalinico, il che aumenta anche le probabilità che sia altamente doloroso).

L’ormone invece che stimola il parto e che permette all’utero di lavorare in modo efficace (e quindi probabilmente anche con meno dolore), è l’ossitocina. L’ossitocina (chiamato l’ormone dell’amore), è l’ormone che produciamo quando siamo profondamente rilassate e quando ci sentiamo totalmente al sicuro e protette. Ad esempio, durante un rapporto intimo, gradito e sentito, produciamo molto ossitocina!

Se ci pensi è una cosa bellissima che il nostro corpo ci chieda di sentirci davvero calme e profondamente al sicuro, protette e fiduciose, per poter far nascere il nostro bimbo bimba.

So che però può sembrare molto strano, cioè: come è possibile partorire restando calme? E’ esattamente il contrario di quello che abbiamo sempre visto!

Beh, è possibile, e abbiamo davvero molti strumenti a disposizione per poterlo fare. Di questo ne parleremo nei prossimi post.

Intanto, spero che questa prima, nuova consapevolezza, rispetto al bisogno di ossitocina, e quindi di calma, sicurezza e protezione durante il travaglio, possa aiutarti ad iniziare a rimpicciolire un pochino la tua paura.

Vuoi concederti la possibilità di preparare mente e corpo a vivere il parto senza paura, ma sentendoti fiduciosa e parte attiva della tua esperienza?